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Quarant'anni dopo…

Quarant'anni dopo…


Doppi festeggiamenti per Erik Comas che giovedì 28 settembre a Biella ha riunito il suo Team e gli amici per festeggiare il suo titolo europeo ed il suo compleanno.
L' ex pilota di F1, classe ' 63, la scorsa settimana ha vinto il Rally Elba Storico aggiudicandosi matematicamente il titolo europeo di secondo raggruppamento e (anche se non contemplato) l’ assoluto con 108 punti.
Il luogo prescelto per l' evento è il Glamour, locale in cui il pilota franco-svizzero ha incontrato la biellese Raffaella Serra tre anni fa e con la quale convolerà a nozze il prossimo anno. Molte le persone presenti legate al mondo delle corse, alcuni esponenti del Valsesia Lancia Story e gli amici della coppia.
Il pilota franco svizzero, profondamente legato a questa cittadina, sottolinea raggiante: "Non conoscevo questa parte d' Italia prima del 2014 ed essere arrivato qui, dove Maglioli rese la Stratos vincente quarant'anni fa, è stato ben augurale. Questo titolo è una vittoria del vostro territorio".
In quale momento Sig. Comas ha capito di poter conquistare il titolo europeo?
Esattamente lo scorso 13 aprile. Dopo il rally Costa Brava (nel quale il mio motore ha girato su 5 cilindri durante la prima disastrosa tappa) dove ho chiuso al posto secondo solo grazie al maltempo e alla scelta dei pneumatici, sono andato a Marsiglia dal team che aveva la mia Stratos in preparazione e l’ ho portata a Biella da Andrea Chiavenuto. Quel giorno mi ha cambiato la vita. Andrea si è mostrato un interlocutore attento, umile, volenteroso. Nei cinque giorni e nelle cinque notti che sono seguite, ha lavorato con il suo team e con Mario Decadenti sulla mia auto per risolvere quei problemi non individuati o trascurati durante l'inverno e ha predisposto la macchina per la sua prima vittoria del 2017, quella in Repubblica Ceca. Una sinergia di biellesi vincenti, direi. La complicità e la comunicazione tra di noi è cresciuta arrivando alla preparazione tecnica ottimale che ci ha portato ad altre due vittorie, il rally Alpi Orientali e l’ Elba appunto. Chiavenuto Team è riuscito dove gli altri hanno fallito e lo ha fatto con la massima serietà e professionalità, nel rispetto dei budget e dei tempi concordati.
Ci vuole parlare del suo copilota, Yannick Roche?
Un'altra persona mandata dal Cielo, come Andrea e Raffaella… Yannick è il copilota perfetto, senza di lui questo traguardo sarebbe stato difficile. Oltre alla sua abilità nel dare le note si è preso in carico la preparazione amministrativa di tutte le gare, i piani di assistenza, l’organizzazione delle ricognizioni, la pressione delle gomme ed il consumo del carburante. Ho cosi’ potuto concentrarmi sul setup della macchina e sulla guida. Non ho mai dovuto guardare il mio orologio poiché ho avuto piena fiducia nella sua gestione dei tempi e anche questo mi ha permesso di pilotare più concentrato, più preciso, cosa indispensabile se con una Stratos si vuole sfidare delle Delta, Sierra, M3, Legacy , 037, Porsche RSR e Gruppo B. La nostra complicità si è creata durante il 2016 con la vittoria della Targa Florio e del Rally di Asturias e quest’anno è divenuta ancora più forte. Essendo il suo comportamento perfetto in tutte le circostanze, posso affermare che ha la stoffa per essere un copilota WRC.
Secondo lei la Stratos è l’ auto da rally migliore di tutte?
La Stratos è la mia "auto del cuore" e non sarei pertanto obbiettivo nel rispondere a questa domanda. Alla sua epoca lo è stata senza dubbio fino all’ 81, quando Darniche ha ancora vinto il Tour de Corse, poi sono arrivate le Gruppo B come la 037 e le Gruppo A come la Delta che hanno ovviamente surclassato la Stratos. Ancora una volta voglio ringraziare l’ “avangardisme” del grande Cesare Fiorio che con Bertone ha immaginato questa auto per poi darle vita.
Ma lei ha vinto davanti a queste auto menzionate battendo rallymen come Batistolli che conosce questi rally da più di quarant'anni?
Questa è la mia quarta Stratos, conosco i suoi punti forti, la sua leggerezza e la sua agilità. Con 250 CV eravamo ben lontani per quanto concerne coppia e potenza dai 300 CV delle Porsche e dai 350 CV della Delta con quattro ruote motrici. Secondo il nostro raggruppamento (cioè il secondo, auto dal 1971 al 1976) non abbiamo diritto agli ammortizzatori regolabili e questo aumenta ancora di più la differenza con il quarto (auto dopo il 1981). Ho dovuto arrivare su ogni gara con un assetto teorico maturato in funzione dell'esperienza del 2016. In seguito ho senza sosta modificato le posizioni delle barre, le geometrie ed i rapporti del cambio. È nelle prove speciali in discesa che richiedono lunghi appoggi che abbiamo potuto fare la differenza grazie ai meravigliosi pneumatici Pirelli P7 Corsa Classic. Abbiamo quindi fatto progressi durante lo svolgimento dei rally e ogni volta che ho preso il comando ho vinto qualunque fossero le avversità.
La sua esperienza di pilota di circuito ha aiutato?
I pistaioli sono molto puntigliosi sui dettagli e sono i dettagli che fan la differenza. Andrea ha avuto l’ intelligenza di ascoltarmi in merito agli assetti senza mai interferire come io non ho mai interferito sulle sue scelte tecniche per la preparazione del motore, cambio e telaio. Direi che ciascuno di noi ha avuto un ruolo fondamentale in questo successo. Più che la mia esperienza di circuito è la mia esperienza con le macchine a trazione posteriore che mi ha aiutato a sfruttare la quintessenza della Stratos.
Andrea, immaginiamo che questo titolo sia un immenso risultato professionale per lei? 
È accaduto tutto in fretta e, in realtà, questo programma sportivo non era previsto nei miei impegni. Erik mi ha dato fiducia senza conoscermi e, conscio delle sue esperienze passate, ho dato il mio meglio per non deluderlo a costo di lavorare giornate intere e passare notti agitate. Sì, la soddisfazione è immensa, ha il sapore delle cose fatte bene e per il Team Chiavenuto è un onore risvegliare i ricordi biellesi delle glorie alle quali ci aveva abituato Maglioli. Lavorare con due veri professionisti come Erik e Yannick mi ha insegnato molto e non credo che questo exploit possa essere ripetuto in futuro poiché le differenze con le altre macchine aumentano di anno in anno. Questa è stata anche un’ avventura umana indimenticabile e sono convinto che la Stratos Zenith stia diventando la più desiderata di tutte. 

Classifica dopo Rally Elba Storico
Erik Comas / Yannick Roche Lancia Stratos 1974 (2) 108 punti
Luigi Batistolli / Fabrizia Pons Lancia Delta 16V 1989 (4) 90 punti
Lucio Da Zanche / De Luis Porsche 911 RSR 1974 (2) 84 punti
Ville Silvasti Porsche 911 RSR 3.0l 1974 (2) 77 punti 
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Photo credits: Max Ponti